Termini Imerese

Il territorio dove sorge il nucleo antico della città di Termini Imerese, grazie alla fortificazione naturale data da ripari e grotte sotto la roccia, fu abitato sin dalla preistoria. In quelle stesse terre fu fondata la città di Himera nel 648 a.C. dai Calcidesi di Zancle, l’attuale Messina, e da esuli di provenienza Siracusana. Nel 409 a.C. i Cartaginesi intrapresero una campagna armata in Sicilia e portò alla distruzione di molte delle più importanti città greche. Dopo l’assedio di Selinunte, i Cartaginesi rivolsero le loro attenzioni ad Himera, i cui abitanti, consapevoli della fine toccata a quelli di Selinunte, decisero di abbandonare la città ed andare a Messina. In ogni caso 3000 abitanti vennero sacrificati per ordine del generale e la città venne rasa al suolo.   Dopo due anni da questi eventi, gli esuli fondarono una nuova città, chiamandola Thermai Himeraìai, l’attuale Termini Imerese: nome che deriva dall’esistenza di sorgenti di acque calde tutt'’ora utilizzate. Secondo il mito ricordato da Pindaro, le acque termali sono sgorgate ad opera di alcune Ninfe che volevano compiacere Atena ed in esse Ercole si bagnò per la prima volta dopo la lotta contro Erice. Le monete di Termini Imerese hanno infatti scolpite sulle due facce, la testa di Ercole e le tre Ninfe. Attualmente le terme moderne occupano lo stesso luogo di quelle antiche romane e ne conservano dei resti.  La storia di Termini Imerese continua ad essere legata alle vicende Cartaginesi anche nelle epoche successive: nel 397 a.C. gli abitanti aiutarono Dionigi nel suo attacco contro l’eparchia di Cartagine, nel 361 a.C. mentre la città era dominata dai Cartaginesi vi nacque Agatocle futuro tiranno di Siracusa che fece della città una delle basi per la sua lotta contro Cartagine, nel 260 a.C. durante la prima guerra Punica, i romani furono gravemente qui sconfitti da Amilcare e riconquistarono la città solo del 253 a.C..  Dopo la caduta dell’impero romano, iniziò un periodo buio e di decadenza della città. Durante la dominazione Normanna divenne una città regia e poi demaniale. Infine dopo le guerre dei Vespri siciliani fu assegnata da Federico IV d’Aragona a Vinciguerra d’'Aragona. Dal medioevo al 1800 la città divenne uno dei principali porti siciliani per l’imbarco di grano ed altre derrate che venivano tassate con dei dazi dal Regio Caricatore. Fu così che la città iniziò intensi rapporti con le repubbliche marinare e con i porti mediterranei di Marsiglia e Barcellona e poi anche con quelli atlantici a partire dal 1500.  Quando nel 1800 fu chiuso il Caricatore del Grano si innescò una profonda crisi economica durata per tutto il secolo, attenuata dalla comparsa di differenti attività di tipo artigianale e industriale.


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