Aliminusa

Nel testamento del feudatario Matteo Sclafani, nel 1333, è scritto che ha comprato il feudo e casale di Rachalminusa, il cui nome contiene il prefisso rachal che in arabo significa villaggio o casale.  Dalla prima metà del 300 il feudo di Rachalminusa entra a far parte della Contea di Sclafani, una delle più grandi e strategicamente importanti della Sicilia, vantando ben 24 feudi. Una carta del XV secolo, chiamata Terrae Harminusae, parla del feudo cambiandone il nome da Rachalminusa a Harminusae, termine tutt’ora usato. Nel 1620 la Contea di Sclafani viene sembrata dando origine ai comuni di Aliminusa, Scillato, Sclafani e Valledolmo. Venne quindi concessa ai baroni la facoltà di fondare nuovi centri abitati nei feudi di loro possesso per ampliare la capacità produttiva di grano e poter foraggiare il forte aumento di popolazione avvenuto in Sicilia. Nel 1625 il feudo di Larminusa viene acquistato da Don Gregorio Bruno, il quale dietro pagamento ottiene la licenza per edificare e popolare un nuovo centro abitato che chiamò Sant’Anna. Fu nel 1654 che compare il nome Aliminusa in riferimento al centro abitato sorto attorno alla chiesa di Sant’Anna.


Comuni Contigui
Caccamo, Cerda, Montemaggiore Belsito, Sciara, Sclafani Bagni
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